Pietro Scialanga

La prima domanda che vorrei farti riguarda il modo in cui ti definisci nel mondo dell’arte e nel mondo in generale, non ti piace molto che ti diano l’appellativo di “artista” perche?

Non mi definisco in nessun modo sinceramente,cerco sempre piu’ giorno per giorno di Essere.In realta’ non e’ che non mi piace e’ che semplicemente al giorno d’oggi vedo sempre piu’ persone che si arrampicano uno sull’altro per apparire e purtroppo lo percepisco molto anche nell’arte e cio’ non credo che rappresenti ne’ me ne’ cio’ che mi spinge alla ricerca e conseguentemente alla creazione.

Sapresti quindi definire cosa ti rappresenta e cosa ti spinge alla creazione?

Credo fermamente nel fatto che un aggettivo non possa e non debba definire una persona nel suo intero,un essere umano e’ composto nella sua totalita’ dal tutto e cio’ va’ ben oltre una definizione e il giochino del dualismo..A poco a poco,vivendo l’esistenza,mi torna alla mente il perche’ sia stato mandato su questo pianeta.Piu’ a livello di sensazioni che a parole,nel mio piccolo cerco di trasformarlo in creazioni e fare in modo che piu’ persone possibili,entrandoci in contatto,possano ricordare anch’esse.

E fino ad ora com’è andata? Voglio dire… hai avuto riscontri in questo senso?

Credi dunque che ci sia un motivo del fatto che ognuno di noi esiste, perchè pensi sia importante ricercarlo?

Bhe’ si’,per esempio e’ capitato che persone venissero da me commosse a ringraziarmi per qualcosa che gli era arrivato da un’opera e vale piu’ di un qualsiasi riconoscimento scritto..Certo che si’,senno’ appunto sarebbe giustificato questo”parco-giochi” del dualismo e della superficialita’..E per carita’ in un certo senso lo e’,poiche’ non voglio imporre nulla a nessuno..Ma credo che,per chi ne ha voglia,ci sia una ricerca piu’ profonda e alla fine anche piu’ gratificante..

Mi pare di capire che credi quindi in una sorta di “ruolo attivo” dell’opera d’arte nella società contemporanea.

L’ arte si può definire “utile” secondo te?

E’ una responsabilita’ in piu’ che cerco di dare a me e a cio’ che faccio,poi per carita’ ci son vari tipi di creativita’ e fasi di creazione anche perche’ personalmente reputo che il processo creativo sia strettamente correlato al percorso interiore..Si’,o almeno per me lo e’..Poi dipende e’ anche molto quanto e come si e’ disposti a ricevere,l’arte al giorno d’oggi mi sembra che si tenda a metterla ovunque e che sia vissuta come sfondo e sottofonda nella maggior parte dei casi..Penso che anche se un qualcosa proviene da un ramo artistico,talvolta non sia un’eresia definirlo intrattenimento..

Se veramente questo mondo dell’intrattenimento risucchia la maggior parte delle opere d’arte, cosa ti spinge a continuare a lavorare per il mondo? Credi che in futuro la pratica artistica avrà lo spazio che si merita nel mondo?

Penso che sia il mio percorso e il suo svolgimento non e’ determinato dal riconoscimento o meno da parte della societa’,si puo’ anche fare altro di Lavoro nel caso..Ho superato,almeno per il momento,la fase della “sola” autoguarigione attraverso la creativita’.Spero che cio’ che realizzero’ lasci un segno indelebile,non a livello di nome o di riconoscimenti quanto appunto di trasmissione di involucri di consapevolezza..Ecco alla fine per me quello e’ un’opera d’arte,un involucro di consapevolezza..Per il resto,posso solo fare del mio meglio e sperare che piu’ esseri umani possibili facciano altrettanto..